"Apertura dei Lavori"
Al via il IV Congresso
dell’Associazione della Stampa della Puglia
«Contro il precariato del lavoro,
di diritti, della libertà di stampa»
«Contro
il precariato del lavoro, dei diritti, della libertà di stampa»: il
tema che dà vita al IV Congresso regionale dell’Associazione della
stampa, in corso sino al 20 maggio a Gagliano del Capo (Lecce), non
poteva essere più eloquente nel disegnare i gravi problemi che
affliggono il mondo dell’informazione.
I
giornalisti pugliesi si ritrovano dunque ancora una volta a discutere
del loro futuro, mentre non si trova ancora un accordo nella vertenza
nazionale per il rinnovo del contratto. E lo fanno con forza invitando
al loro tavolo illustri esponenti del mondo politico, sindacale, di
categoria. Oggi, prima giornata dei lavori, ospiti dell’Associazione
della stampa, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Pietro
Pepe, il segretario generale della Fnsi Paolo Serventi Longhi,
il segretario regionale della Cgil Mimmo Pantaleo, il presidente
dell’Inpgi Gabriele Cescutti, quello della Casagit Andrea
Leone, del Fondo, Marina Cosi, di Formedia, Renato Cantore,
dell’Ordine regionale dei giornalisti Michele Partipilo.
L’illustre parterre ha animato così la prima parte del congresso, che
si tiene nella splendida cornice dell’Hotel Capoalto, ribadendo la
volontà di salvaguardare i diritti del mondo dell’informazione. Senza
sconti.
Pepe: valorizzare le intelligenze
«Dobbiamo valorizzare le nostre intelligenze – ha detto il presidente Pepe nel
discorso di saluto – e dare una nuova e giusta identità ad una
funzione essenziale come quella che esercita il mondo
dell’informazione. I cittadini vanno informati con spirito critico,
nella verità assoluta. I giornalisti sono riusciti, tra mille difficoltà
e in momenti storici davvero terribili, a interpretare questi concetti
con grandissima capacità e dunque vanno sostenuti in questo percorso».
Pepe ha inoltre invitato i presenti a «impegnarsi con forza anche in
vista del prossimo referendum» che, a suo dire, «pone in discussione
principi costituzionali che non possono essere modificati.»
Pantaleo: no al precariato
Il
segretario regionale della Cgil, invece, ha puntato la sua attenzione
sulla necessità di garantire i diritti fondamentali dei lavoratori e
– dunque – anche dei giornalisti. «I diritti del mondo
dell’informazione – ha detto Pantaleo
– devono essere difesi con forza, anche perché coinvolgono
altri campi della vita sociale. Spero che il nuovo governo apra una
pagina nuova, prepari una radicale inversione di tendenza per percorrere
insieme la strada contro il precariato. Non possiamo regalare alle nuove
generazioni insicurezza e timore nel futuro.»
Salvati:
nessuno sconto agli editori
Le
vertenze che si aprono, dunque, sono la principale scadenza
dell’immediato futuro. Lo ha sostenuto con forza il presidente
dell’Associazione della Stampa, Felice Salvati, presentando una
relazione che ha guardato al lavoro fatto e si è proiettata anche verso
i nuovi scenari cui la categoria è attesa. «Sono stati anni davvero
difficili e tormentati – ha rilevato il presidente dell’Assostampa
– come è purtroppo
consuetudine da qualche tempo a questa parte per il sindacato dei
giornalisti. Anni nei quali la nostra professione è al centro di
attacchi concentrici.»
Salvati
ha ripercorso, cifre alla mano, il panorama editoriale pugliese. Più
spine che rose. Si pensi alla drammatica situazione che vivono i
colleghi di Antenna Sud, alle prese con una durissima battaglia per
difendere il posto di lavoro. Una vertenza difficile. «Per la quale –
ha detto Salvati – stiamo cercando di trovare una soluzione,
nonostante la volontà dell’azienda di ridurre sensibilmente i posti
di lavoro. »
Le
aziende, dunque. Poco inclini a rispettare le regole, visto che – ha
aggiunto il presidente dell’Assostampa – con loro «non riusciamo a
sederci seriamente al tavolo. Siamo distanti anni luce dalla loro
visione di insieme. Vogliono redazioni sempre più povere e giornali e
telegiornali privi di contenuti. Vogliono condizionarci sempre di più,
asservirci al loro potere, alla loro forza. Il nostro futuro, al
momento, è assai oscuro. Questa professione sta cambiando, avanzano le
nuove figure professionali, i nuovi giornalismi. Guai a non farci
trovare pronti, a non dare risposte ai free-lance, ai colleghi impegnati
negli uffici stampa.» L’Assostampa vigilerà, in ogni caso. «Una
cosa è certa: nessuna azienda la farà franca. Chi abusa dei nostri
colleghi precari – ha sostenuto ancora Salvati - ne paga e ne pagherà
le conseguenze ed il sindacato sosterrà le vertenze che eventualmente
si apriranno, come è giusto che si faccia. Saremo i garanti dei loro
diritti, sempre e comunque. Trattando, ma senza cedimenti, senza
compromessi poco dignitosi. La
tutela del lavoro, dei diritti e della libertà di stampa devono
continuare a restare il nostro primo obiettivo, gli obiettivi dell’Assostampa
di Puglia.»
Serventi
Longhi: risposte ai colleghi più deboli
Quadro
fosco anche quello presentato dal segretario generale Fnsi Serventi
Longhi. Fosco, ma non per sempre, poiché la battaglia, seppur dura,
continuerà su tutti i fronti. «Apriremo subito un tavolo di confronto
– ha detto il segretario – con il nuovo governo e con il Ministro
del lavoro. Abbiamo bisogno di un’opera di riforma sostanziale e
radicale delle norme e dei punti di riferimento normativi che riguardano
il sistema della comunicazione ed il lavoro. Occorre intervenire
urgentemente, poiché il settore dell’editoria e dell’emittenza
locale è in situazione di squilibrio. Ma anche noi dovremmo fare la
nostra parte: non cedendo alla lusinga del potere, delle piccole e
grandi mafie, senza timidezza e senza paura. La qualità
dell’informazione dipende anche dalla nostra assunzione di
responsabilità.» Considerazioni severe, anche alla luce degli scandali
che hanno recentemente colpito il mondo del calcio. Ma in ogni caso
corollario della questione più importante, ovvero la vertenza per il
rinnovo del contratto. «E’ una questione irrinunciabile – ha
sostenuto ancora Serventi Longhi – come è irrinunciabile la difesa
dell’autonomia di Inpgi, Fondo, Ordine. Casagit. Non abbiamo mai
subito attacchi così violenti dal mondo delle imprese , in un momento
in cui è in gioco ogni minuto il posto di lavoro. Non usciremo dalla
vertenza se non daremo risposta ai colleghi più deboli, a chi lavora
senza avere alcuna tutela.»
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