IV Congresso Regionale dell'Associazione della Stampa di Puglia
Gagliano del Capo (LE) dal 18 al 20 maggio 2006

contro !

...il precariato del lavoro, dei diritti,

della libertà di stampa

GIOVEDI' 18 MAGGIO 2006
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 "Apertura dei Lavori"

Al via il IV Congresso dell’Associazione della Stampa della Puglia

«Contro il precariato del lavoro, di diritti, della libertà di stampa»

«Contro il precariato del lavoro, dei diritti, della libertà di stampa»: il tema che dà vita al IV Congresso regionale dell’Associazione della stampa, in corso sino al 20 maggio a Gagliano del Capo (Lecce), non poteva essere più eloquente nel disegnare i gravi problemi che affliggono il mondo dell’informazione.

I giornalisti pugliesi si ritrovano dunque ancora una volta a discutere del loro futuro, mentre non si trova ancora un accordo nella vertenza nazionale per il rinnovo del contratto. E lo fanno con forza invitando al loro tavolo illustri esponenti del mondo politico, sindacale, di categoria. Oggi, prima giornata dei lavori, ospiti dell’Associazione della stampa, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Pietro Pepe, il segretario generale della Fnsi Paolo Serventi Longhi, il segretario regionale della Cgil Mimmo Pantaleo, il presidente dell’Inpgi Gabriele Cescutti, quello della Casagit Andrea Leone, del Fondo, Marina Cosi, di Formedia, Renato Cantore, dell’Ordine regionale dei giornalisti Michele Partipilo. L’illustre parterre ha animato così la prima parte del congresso, che si tiene nella splendida cornice dell’Hotel Capoalto, ribadendo la volontà di salvaguardare i diritti del mondo dell’informazione. Senza sconti. 

Pepe: valorizzare le intelligenze
«Dobbiamo valorizzare le nostre intelligenze – ha detto il presidente Pepe nel discorso di saluto – e dare una nuova e giusta identità ad una funzione essenziale come quella che esercita il mondo dell’informazione. I cittadini vanno informati con spirito critico, nella verità assoluta. I giornalisti sono riusciti, tra mille difficoltà e in momenti storici davvero terribili, a interpretare questi concetti con grandissima capacità e dunque vanno sostenuti in questo percorso». Pepe ha inoltre invitato i presenti a «impegnarsi con forza anche in vista del prossimo referendum» che, a suo dire, «pone in discussione principi costituzionali che non possono essere modificati.»

Pantaleo: no al precariato
Il segretario regionale della Cgil, invece, ha puntato la sua attenzione sulla necessità di garantire i diritti fondamentali dei lavoratori e – dunque – anche dei giornalisti. «I diritti del mondo dell’informazione – ha detto Pantaleo  – devono essere difesi con forza, anche perché coinvolgono altri campi della vita sociale. Spero che il nuovo governo apra una pagina nuova, prepari una radicale inversione di tendenza per percorrere insieme la strada contro il precariato. Non possiamo regalare alle nuove generazioni insicurezza e timore nel futuro.»

Salvati: nessuno sconto agli editori

Le vertenze che si aprono, dunque, sono la principale scadenza dell’immediato futuro. Lo ha sostenuto con forza il presidente dell’Associazione della Stampa, Felice Salvati, presentando una relazione che ha guardato al lavoro fatto e si è proiettata anche verso i nuovi scenari cui la categoria è attesa. «Sono stati anni davvero difficili e tormentati – ha rilevato il presidente dell’Assostampa –  come è purtroppo consuetudine da qualche tempo a questa parte per il sindacato dei giornalisti. Anni nei quali la nostra professione è al centro di attacchi concentrici.»

Salvati ha ripercorso, cifre alla mano, il panorama editoriale pugliese. Più spine che rose. Si pensi alla drammatica situazione che vivono i colleghi di Antenna Sud, alle prese con una durissima battaglia per difendere il posto di lavoro. Una vertenza difficile. «Per la quale – ha detto Salvati – stiamo cercando di trovare una soluzione, nonostante la volontà dell’azienda di ridurre sensibilmente i posti di lavoro. »

Le aziende, dunque. Poco inclini a rispettare le regole, visto che – ha aggiunto il presidente dell’Assostampa – con loro «non riusciamo a sederci seriamente al tavolo. Siamo distanti anni luce dalla loro visione di insieme. Vogliono redazioni sempre più povere e giornali e telegiornali privi di contenuti. Vogliono condizionarci sempre di più, asservirci al loro potere, alla loro forza. Il nostro futuro, al momento, è assai oscuro. Questa professione sta cambiando, avanzano le nuove figure professionali, i nuovi giornalismi. Guai a non farci trovare pronti, a non dare risposte ai free-lance, ai colleghi impegnati negli uffici stampa.» L’Assostampa vigilerà, in ogni caso. «Una cosa è certa: nessuna azienda la farà franca. Chi abusa dei nostri colleghi precari – ha sostenuto ancora Salvati - ne paga e ne pagherà le conseguenze ed il sindacato sosterrà le vertenze che eventualmente si apriranno, come è giusto che si faccia. Saremo i garanti dei loro diritti, sempre e comunque. Trattando, ma senza cedimenti, senza compromessi poco dignitosi.  La tutela del lavoro, dei diritti e della libertà di stampa devono continuare a restare il nostro primo obiettivo, gli obiettivi dell’Assostampa di Puglia.»

Serventi Longhi: risposte ai colleghi più deboli

Quadro fosco anche quello presentato dal segretario generale Fnsi Serventi Longhi. Fosco, ma non per sempre, poiché la battaglia, seppur dura, continuerà su tutti i fronti. «Apriremo subito un tavolo di confronto – ha detto il segretario – con il nuovo governo e con il Ministro del lavoro. Abbiamo bisogno di un’opera di riforma sostanziale e radicale delle norme e dei punti di riferimento normativi che riguardano il sistema della comunicazione ed il lavoro. Occorre intervenire urgentemente, poiché il settore dell’editoria e dell’emittenza locale è in situazione di squilibrio. Ma anche noi dovremmo fare la nostra parte: non cedendo alla lusinga del potere, delle piccole e grandi mafie, senza timidezza e senza paura. La qualità dell’informazione dipende anche dalla nostra assunzione di responsabilità.» Considerazioni severe, anche alla luce degli scandali che hanno recentemente colpito il mondo del calcio. Ma in ogni caso corollario della questione più importante, ovvero la vertenza per il rinnovo del contratto. «E’ una questione irrinunciabile – ha sostenuto ancora Serventi Longhi – come è irrinunciabile la difesa dell’autonomia di Inpgi, Fondo, Ordine. Casagit. Non abbiamo mai subito attacchi così violenti dal mondo delle imprese , in un momento in cui è in gioco ogni minuto il posto di lavoro. Non usciremo dalla vertenza se non daremo risposta ai colleghi più deboli, a chi lavora senza avere alcuna tutela.»

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