| "Sintesi
dell'intervento del Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Lorenzo Del Boca"
Il IV Congresso regionale
dell’Associazione della stampa ha ospitato, in mattinata, anche
l’intervento del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Lorenzo Del Boca. Il presidente ha richiamato al rispetto delle regole,
focalizzando il suo breve discorso anche sulla necessità che la
maggioranza dei colleghi che lavora in piena onestà intellettuale si
opponga con decisione alle minoranze, purtroppo sempre più evidenti,
che rischiano di uccidere la professione.
«Il mio pensiero – ha detto Del Boca – va ai
colleghi in difficoltà che vanno senz’altro sostenuti. Allo stesso
tempo avverto la necessità di ribadire il mio no a ogni tentativo di
condizionamento, con coraggio, con forza, con veemenza.» Per questo
motivo, la lotta al precariato deve diventare l’obiettivo principale,
per difendere non solo le posizioni dei colleghi alle prese con vertenze
o contratti di lavoro sottopagati, ma anche per garantire i diritti di
chi oggi ha la fortuna di essere assunto con un contratto ex art. 1 a
tempo indeterminato. Il presidente dell’Ordine ha quindi paragonato i
precari a due euro ad articolo ai lavoratori cinesi costretti a salari
da fame. «Anche noi abbiamo i nostri “cinesi” – ha detto Del Boca
– e la battaglia per garantire i loro diritti è una battaglia
egoistica, oltre che di solidarietà. Se vogliamo conservare il nostro
posto di lavoro, dovremo infatti batterci contro la concorrenza interna
alle nostre redazioni. Non possiamo permettere agli editori di
risparmiare uno stipendio lordo da 150mila euro all’anno, con 52
stipendi “cinesi” che drogano il mercato del lavoro e permettono un
grande risparmio. Non dobbiamo consentire che un collega che guadagna
due euro ad articolo possa essere “comprato” dal potente di turno
con un pranzo o una cena. La nostra deve essere una battaglia per
l’etica, per la verità, perché la minoranza disonesta che è
all’interno della nostra categoria non prevalga su quella maggioranza
di colleghi che invece operano al servizio dell’informazione.»
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