IV Congresso Regionale dell'Associazione della Stampa di Puglia
Gagliano del Capo (LE) dal 18 al 20 maggio 2006

contro !

...il precariato del lavoro, dei diritti,

della libertà di stampa

VENERDI' 19 MAGGIO 2006
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 "Sintesi dell'intervento del Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca" 

Il IV Congresso regionale dell’Associazione della stampa ha ospitato, in mattinata, anche l’intervento del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca. Il presidente ha richiamato al rispetto delle regole, focalizzando il suo breve discorso anche sulla necessità che la maggioranza dei colleghi che lavora in piena onestà intellettuale si opponga con decisione alle minoranze, purtroppo sempre più evidenti, che rischiano di uccidere la professione.

«Il mio pensiero – ha detto Del Boca – va ai colleghi in difficoltà che vanno senz’altro sostenuti. Allo stesso tempo avverto la necessità di ribadire il mio no a ogni tentativo di condizionamento, con coraggio, con forza, con veemenza.» Per questo motivo, la lotta al precariato deve diventare l’obiettivo principale, per difendere non solo le posizioni dei colleghi alle prese con vertenze o contratti di lavoro sottopagati, ma anche per garantire i diritti di chi oggi ha la fortuna di essere assunto con un contratto ex art. 1 a tempo indeterminato. Il presidente dell’Ordine ha quindi paragonato i precari a due euro ad articolo ai lavoratori cinesi costretti a salari da fame. «Anche noi abbiamo i nostri “cinesi” – ha detto Del Boca – e la battaglia per garantire i loro diritti è una battaglia egoistica, oltre che di solidarietà. Se vogliamo conservare il nostro posto di lavoro, dovremo infatti batterci contro la concorrenza interna alle nostre redazioni. Non possiamo permettere agli editori di risparmiare uno stipendio lordo da 150mila euro all’anno, con 52 stipendi “cinesi” che drogano il mercato del lavoro e permettono un grande risparmio. Non dobbiamo consentire che un collega che guadagna due euro ad articolo possa essere “comprato” dal potente di turno con un pranzo o una cena. La nostra deve essere una battaglia per l’etica, per la verità, perché la minoranza disonesta che è all’interno della nostra categoria non prevalga su quella maggioranza di colleghi che invece operano al servizio dell’informazione.»